Questo il logo della campagna Legambiente che ha raccolto l'autunno scorso oltre 100 mila firmatari
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giovedì 8 marzo 2012

Restano i sacchetti di plastica. in vendita fino a tutto il 2012

Da Repubblica online del 8 marzo 2012

Prorogato il termine ultimo dell'emanazione da parte del governo di un decreto che definisca le caratteristiche tecniche dei shopper monouso ecologici. Intanto, fino al 31 dicembre 2012, niente multe per chi viola la legge.Gli shopper di plastica potranno essere commercializzati sino al 31 dicembre 2012, termine entro cui il governo dovrà emanare un decreto che regolamenta i sacchetti monouso ecologici. Lo ha stabilito la commissione Ambiente della Camera in un emendamento al decreto sui rifiuti in Campania.


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giovedì 26 gennaio 2012

Sacchetti, è legge il nuovo bando, vietati quelli con additivi

Legambiente: “Finalmente completata la rivoluzione iniziata nel 2007”

“Finalmente sono sanciti da un decreto legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri quali sono i criteri di vera biodegradabilità dei sacchetti di plastica. Da ora in poi un sacchetto per essere definito veramente biodegradabile deve garantire la sua compostabilità secondo la norma europea EN13432, che mette al bando anche gli shopper realizzati con gli additivi, ampiamente diffusi nel commercio al dettaglio nel nostro Paese”.

Così il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani, commenta l’entrata in vigore del decreto legge n.2 del 25/01/2012 “misure straordinarie e urgenti in materia ambientale” che all’art.2 aggiorna il divieto entrato in vigore dal 1 gennaio 2011.

Il decreto, sottolinea Legambiente, correttamente prevede che si possano continuare a produrre sacchetti di plastica tradizionali che siano però effettivamente riutilizzabili con uno spessore minimo di 200 micron per le buste ad uso alimentare e di 100 micron per quelle destinate ad altri usi. Al di sotto di questi spessori il sacchetto deve essere realizzato con materiali compostabili che non inquinano il processo di produzione del compost di qualità ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici domestici. Il decreto prevede anche sanzioni da 2.500 fino a 25.000 euro, aumentabili fino a quattro volte nel caso di grandi quantità, per chi commercializza sacchi non conformi alla legge. Un deterrente fondamentale a garantire il rispetto di questi criteri.

“Grazie all’impegno rispettato dal Ministro Clini, l’Italia completa nel migliore dei modi la rivoluzione iniziata con il bando dei sacchetti di plastica inserito nella finanziaria 2007, che ha già permesso una forte riduzione degli shopper usa e getta in tutto il Paese e la riscoperta della sana abitudine delle sporte riutilizzabili. Con la legge di ieri l’Italia si conferma paese leader al mondo nella lotta all’inquinamento da plastica e nella promozione di produzioni industriali innovative e rispettose dell’ambiente”.

giovedì 12 gennaio 2012

I sacchetti di plastica al bando: un successo italiano. E di Legambiente!

“Il bando sui sacchetti di plastica è un successo italiano, ma il commercio al dettaglio è inondato da finti bio-shopper. Per questo è urgente approvare una norma che definisca al meglio il concetto di biodegradabilità”. Così Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, è intervenuta oggi alla conferenza stampa di Assobioplastiche a Roma.
Gli italiani infatti, apprezzano molto il bando sui sacchetti non biodegradabili, come confermato anche dal sondaggio di Ispo commissionato da Assobioplastiche, ma ora serve un intervento normativo necessario a fare chiarezza sul concetto di biodegradabilità e compostabilità dei sacchetti diffusi in commercio. A un anno dall'entrata in vigore del bando, infatti, soprattutto il commercio al dettaglio è stato inondato da sacchetti di plastica tradizionale arricchiti con additivi chimici spacciati per "bio" ma che in realtà sono inquinanti quanto gli shopper banditi dal 1 gennaio 2011. Questi sacchetti, ad esempio, se usati per la raccolta differenziata dell'organico domestico, inquinano pesantemente il compost prodotto dagli impianti di compostaggio con frammenti di plastica, oltre a non degradarsi completamente qualora dispersi nell'ambiente. “Chiediamo al ministro Clini di recuperare al più presto l'articolo del decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri ma poi inspiegabilmente scomparso prima della firma del Presidente Napolitano, che prevedeva la regola dello spessore al di sotto del quale i sacchetti devono essere realizzati con materiali biodegradabili e compostabili secondo la norma EN 13432 – ha aggiunto Rossella Muroni -. Solo in questo modo riusciremo a completare la rivoluzione italiana, partita con il bando e diventata un modello da seguire a livello mondiale, che ha fatto riscoprire ai cittadini del nostro Paese la sana abitudine dell'uso delle sportine riutilizzabili, fondamentali per ridurre concretamente l'uso dei sacchetti usa e getta”. Serve poi una campagna informativa sull'innovazione delle bioplastiche, recentemente oggetto di critiche da parte di alcuni soggetti evidentemente poco informati, perché sostenere che la loro produzione possa affamare il mondo togliendo spazio alle colture alimentari, vuole dire non conoscere il settore, che usa invece anche materiali vegetali di scarto che non avrebbero altri utilizzi.Le biopastiche sono il futuro di questo settore e non a caso il rilancio di alcuni poli chimici italiani in difficoltà o smobilitazione, come Porto Torres o Terni, prevede proprio la riconversione dei cicli produttivi dalla vecchia chimica del petrolio alla nuova chimica verde delle materie prime rinnovabili.

lunedì 9 gennaio 2012

Bio-shopper: sparisce norma annunciata da Governo. Legambiente: "c’è bisogno di chiarezza”.

Cosa ha davvero provocato la scomparsa dal Milleproroghela della norma che avrebbe definitivamente vietato l’uso di sacchetti di plastica non biodegradabili, introducendo sanzioni per chi non la rispetta e, soprattutto, vietando anche l’uso di una tipologia di sacchetti dannosa per l'ambiente? Su questa vicenda è intervenuta anche Legambiente con il vicepresidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani che commenta la sparizione dell’articolo che stabiliva i corretti parametri di biodegradabilità nell’ambiente e compostabilità degli shopper secondo la norma europea EN13432, annunciato ufficialmente dal governo il 23 dicembre.
“E’ grave e anche dannoso aver cancellato quell’articolo, non solo per l’ambiente ma anche per l’immagine stessa dell’Italia. La messa al bando dei sacchetti di plastica è un primato che ci ha fatto riconoscere come uno dei Paesi più all’avanguardia, pioniere di un modello guardato con ammirazione in tutto il mondo e che così rischia di essere seriamente compromesso”.
“Quella norma – ha aggiunto Ciafani – è fondamentale per fare chiarezza nel mercato della piccola e media distribuzione, che è già stato invaso da sacchetti di plastica con additivi chimici che non possiedono le corrette caratteristiche di biodegradabilità e soprattutto è utile a evitare scappatoie da parte di alcuni produttori che evidentemente si sono già attivati. Per questo se fosse confermata la sua cancellazione in modo così subdolo, addirittura dopo l’annuncio del governo, sarebbe un chiaro tentativo di salvaguardare i profitti di alcune lobby a scapito dell’interesse generale, dei cittadini, dell’ambiente e dell’economia italiana. Ci auguriamo quindi – conclude il vicepresidente nazionale di Legambiente – che il Governo e il Parlamento rimedino al più presto a questo evidente tentativo di sabotaggio di un ottima norma che privata di determinati parametri rischia di perdere la sua efficacia”. I sacchetti “incriminati” sono quelli prodotti usando la solita plastica, il polietilene, alla quale vengono aggiunti additivi che la rendono sbriciolabile ma non biodegradabile. Infatti la degradazione di un sacchetto fatto usando questo tipo di plastica, produce centinaia di pezzetti di plastica destinati a perdurare nell’ambiente esattamente come accadeva con i vecchi sacchetti interi, con l’aggravante di poter essere ingoiati da un numero di animali molto più elevato di quelli che potrebbero ingerire accidentalmente un intero sacchetto di plastica e di essere molto più difficili da recuperare nel corso di pulizie e bonifiche. E il mistero nasce proprio dal fatto che la norma era stata approvata, firmata nel Consiglio dei Ministri del 23 dicembre, ma nel testo del cosiddetto “Milleproroghe” appena pubblicato. Viene da pensare che qualcuno abbia agito nell’interesse dei produttori dei sacchetti fintamente ecologici, tradendo la fiducia di quanti, invece, stavano lavorando per mettere fine a questo danno ambientale.

Leggi anche: "La disfida dei sacchetti verdi
Bio-mais o nuova plastica?" http://www.corriere.it/ambiente/12_gennaio_05/sfida-sacchetti-querze_09330dc6-378a-11e1-8a56-e1065941ff6d.shtml

venerdì 22 aprile 2011

A Milano la battaglia al sacchetto di plastica è vinta! Lo dice anche la Camera di Commercio.

A Milano il sacchetto di plastica è definitivamente sconfitto. I dati parlano chiaro: il 60% dei milanesi usa borse riutilizzabili anche se il 20%, una minoranza, ancora non può fare a meno del vecchio caro sacchetto alla cassa. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Camera di Commercio che mette in luce il fatto che i comportamenti dei consumatori sono cambiati irreversibilmente: nell’ultimo anno, l’uso della borsa della spesa riutilizzata come contenitore per la spazzatura è quasi dimezzato, con un risparmio di 84 milioni di pezzi. La ricerca rivela, inoltre, che ogni famiglia milanese ha in casa, in media, ventidue sacchetti di plastica, di cui tre nuovi ogni settimana che provengono per lo più dai supermercati. Solo cinque si trasformano ormai in contenitori per la spazzatura mentre per imbustare la spesa i milanesi scelgono varie soluzioni. Le più amate sono le borse di stoffa, le famose shopping bag riutilizzabili, seguite dalle le borse con le ruote. Pochi scelgono ormai i sacchetti nuovi e ancor meno di portarsi da casa i sacchetti vecchi (solo il 12%).

lunedì 21 marzo 2011

Il Codacons vuol boicottare la grande distribuzione

Tratto da: vostrisoldi.it
In accordo con quanto riporta il Codacons, il provvedimento adottato dal Governo relativo al bando dei sacchetti di plastica si sta rivelando per i cittadini/consumatori una vera e propria fregatura. Questo perché, innanzitutto, rispetto agli odiati ed inquinanti sacchetti non biodegrafabili quelli nuovi sono in media il 30% più piccoli.
Inoltre, i supermercati le buste se le fanno pagare, sia prima che ora; il fatto è che ora si è passati dai 5-6 centesimi di euro a busta a 9-10 centesimi di euro per quelli biodegradabili. Insomma, a carico dei consumatori il costo per fare la spesa è quasi raddoppiato, ragion per cui, attraverso il Blog del Presidente Carlo Rienzi, www.carlorienzi.it, il Codacons ha annunciato il lancio dell’iniziativa “Boicottiamo le buste della spesa“. In che modo? Ebbene, l’Associazione raccomanda di portarsi da casa “sportine, sacchetti di tela, borse e qualsiasi altro involucro capace di contenere la nostra spesa“. In questo modo evitiamo di “regalare soldi alla grande distribuzione“.

Per leggere l'intero articolo: http://www.vostrisoldi.it/articolo/buste-di-plastica-troppo-care-boicottaggio-codacons/39323/

Niente sanzioni all'Italia dalla UE ma i fabbricanti di plastica si lamentano

non si è conclusa ancora la battaglia legale intrapresa dopo la messa al bando dei sacchetti di plastica non biodegradabili dal primo gennaio 2011, da parte del Ministero dell’Ambiente italiano. Le aziende trasformatrici di materie plastiche lamentano la mancanza di parametri certi e univoci per la definizione di “bio o non bio”, con conseguenti danni economici e speculazioni di mercato per tutti gli operatori di questa particolare filiera.
Il ricorso presso il Parlamento Europeo non è stato fattivo: dalla Commissione UE non arriveranno né sanzioni né blocchi in merito all’iniziativa.
Nonostante il plauso delle associazioni ambientaliste, Legambiente in primis, le modalità con cui si è scelto di eliminare le buste di polipropilene dai negozi aveva scatenato non poche proteste da parte delle industrie che con la plastica ci vivono, a partire da European Plastics Converters e UnionPlast.

Leggi l'Intero articolo su: http://blog.pmi.it/21/03/2011/sacchetti-bio-niente-sanzioni-ue-per-litalia-imprese-deluse/

martedì 15 marzo 2011

Vittoria: Divieto allo shopper in plastica, ok Ue all'Italia

Non è a rischio di saltare la messa al bando in Italia dei sacchetti di plastica non biodegradabili, scattata il 1° gennaio scorso in tutti i supermercati e negozi. Ad annunciarlo ieri a Bruxelles, in una conferenza stampa tenuta a margine della riunione dei ministri Ue dell'Ambiente, è stata Stefania Prestigiacomo. «Poiché l'Italia si è impegnata a notificare il provvedimento, la Commissione europea non aprirà una procedura di infrazione nei nostri confronti. Quindi non ci sarà la sospensiva della misura» ha reso noto il nostro ministro.

Dal Sole24ore del 15 marzo. Per leggere l'intero articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-03-15/shopper-plastica-italia-064011.shtml?uuid=AaXlCZGD

venerdì 11 marzo 2011

Al bando i sacchetti di plastica. In Liguria tornano le ‘retine’

No all’usa e getta, si all’usa e riusa; meglio i sacchetti biodegradabili, molto meglio se riutilizzati. E’ lo slogan della campagna regionale «Senza plastica Liguria più bella», accolta di buon grado dall’amministrazione comunale spezzina allo scopo di promuovere fra i cittadini un cambiamento delle abitudini quotidiane, orientate ad un maggior rispetto dell’ambiente.

Da "La Nazione" del 10 marzo. Per leggere l'intero articolo: http://www.lanazione.it/laspezia/cronaca/2011/03/10/471729-bando.shtml

giovedì 10 marzo 2011

La plastica sta uccidendo le tartarughe nel mare Adriatico

Una su tre ne ha un po’ nella pancia. Fra le tartarughe trovate morte, una su tre ha frammenti di plastica nel tubo digerente. Come minimo questi detriti sottraggono spazio al cibo. Come massimo provocano occlusione e morte. Lo ha documentato una ricerca dell’Università di Zagabria fresca di pubblicazione sul periodico scientifico Marine Pollution Bulletin. L’inquinamento chimico dell’Adriatico è noto e studiato da tempo: ma è la prima volta che gli scienziati si occupano dei rifiuti solidi. E hanno scoperto che la situazione è seria. Anche se i siti di riproduzione sono più a Sud, l’Adriatico settentrionale è un luogo molto importante per le tartarughe di mare: le acque costiere sono basse e tiepide, ed è uno dei pochi luoghi del Mediterraneo in cui anche le tartarughine giovani possono nutrirsi di organismi bentonici, cioè che vivono sui fondali.Però sui fondali c’è anche la plastica. Gli studiosi di Zagabria hanno effettuato l’autopsia su 54 tartarughe che il mare ha buttato a riva morte, o che sono morte impigliate nelle reti dei pescatori. Ebbene, un terzo di questi 54 animali aveva frammenti di plastica nel tubo digerente: sacchetti per la spesa, imballaggi, cordini, polistirolo espanso, filo per la pesca. Una tartaruga aveva addirittura ingerito 15 pezzi di plastica, che occupavano quasi per intero il suo stomaco: anche se pesavano complessivamente solo 0,7 grammi, secondo gli scienziati sono stati probabilmente sufficienti ad uccidere l’animale.

L'articolo completo su: http://www.blogeko.it/2010/una-su-tre-ne-ha-un-po-nella-pancia-la-plastica-sta-uccidendo-le-tartarughe-nel-mare-adriatico/

giovedì 3 marzo 2011

La Regione Liguria stanzia 100mila euro per la campagna contro i sacchetti di plastica

La Regione Liguria ha stanziato 100mila euro, alla Provincia di Imperia, per la campagna di sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti e l'eliminazione dei sacchetti di plastica. Seguendo una direttiva CEE, dallo scorso 31 dicembre 2010, è vietato l'uso dei sacchetti della spesa in materiale plastico non biodegradabile. A tal proposito è attiva, da oramai tre mesi, una campagna di sensibilizzazione a cura dell'associazione -presente anche su Facebook - "Basta plastica". Campagna presente su ogni tipologia di media. Il prossimo passo della campagna di sensibilizzazione passerà attraverso la distribuzione di 50mila brochure e 20mila borse di tela, reperibili gratuitamente in varie catene di supermercati.Coinvolte anche le scuole, con gli studenti impegnati nella decorazione di parte delle borse in questione, le quali verranno poi rivendute nei mercatini rionali con il ricavato a disposizione delle casse degli istituti scolastici. E' prevista infine, sempre all'interno della campagna di sensibilizzazione, l'affissione di manifesti a tema.

Buste biodegradabili: a Napoli è boom di falsi

Anche le buste per la spesa biodegradabili sono state contraffatte.Alle spalle della stazione centrale di Napoli, tanto per citare una zona, sono in molti a vendere pacchi di sacchetti spacciati per ecologici, molto simili a quelli realizzati con i derivati del mais e altri prodotti naturali.Sono i commercianti cinesi a scatenare il boom (forse non ricordano che in Cina sono vietati?) e gli acquirenti sono tantissimi, purtroppo senza accorgersi della truffa: dai 12 euro di un pacco di buste ecologiche e a norma di legge, si passa infatti agli 8 euro dei sacchetti tarocchi. Su queste vi è anche la scritta riciclabile.

Leggi l'articolo completo su Vesuvius.it: http://www.vesuvius.it/buste-biodegradabili-a-napoli-e-boom-di-falsi-2669.html

La fine del sacchetto di plastica: le reazioni dei cittadini

Negozi e supermercati stanno smaltendo le ultime scorte. Poi le borse di plastica scompariranno dal mercato. E vicino alle casse ci sarà spazio solo per i sacchetti ecologici in carta o mater-bi, un tipo di materiale biodegradabile utilizzato anche per la raccolta della spazzatura (l’umido), o le shopping bag, le borse in tessuto riutilizzabili. La legge è entrata in vigore il 1 gennaio, ma gli effetti della rivoluzione si cominciano a vedere solo in queste settimane, ora che i magazzini pieni di sacchetti di plastica si stanno svuotando. Chi non si adeguerà alla nuova normativa rischia una multa fino a 250 euro.

leggi l'articolo completo de Il Giorno del 2 marzo: http://www.ilgiorno.it/legnano/cronaca/2011/03/02/467326-stop_sacchetti_plastica.shtml

Stop ai sacchetti di plastica in california

Dal gennaio 2012, 1.023.000 abitanti di San Jose, California, faranno
a meno dei sacchetti di plastica. La città-hub tecnologico della
California e degli Stati Uniti abbandona l'oggetto che più rappresenta
la old economy e simbolo di uno stile di vita del secolo scorso. L'area
della città ospita la più ampia concentrazione di conoscenza ed
expertise tecnologica al mondo: 6.600 aziende che occupano 254.000 persone.

La rivoluzione delle banane

Una irresponsabile scelta della multinazionale Del Monte, quella di confezionare le banane una ad una, si attira le giuste critiche da parte dell'Enviromental Board of the Local Government Association, l'ente inglese che si occupa di sostenibilità ambientale. Dalla Del Monte fanno sapere che le banane verranno commercializzate singolarmente come “snack energetico da consumare muovendosi” nei negozi, nelle palestre e nei centri sportivi. Non è ancora noto il prezzo, anche se probabilmente sarà più elevato del costo della singola banana acquistata al supermercato. L’idea non piace quasi a nessuno, perché in tempi in cui si fa di tutto per ridurre i rifiuti di imballaggio, questa scelta va nella direzione diametralmente opposta. I produttori si difendono spiegando che il packaging, già sperimentato negli States, ha un’anima eco-friendly visto che, grazie alla “tecnologia di maturazione controllata, le banane vengono inserite nei sacchetti quando sono ancora verdi e, maturando più lentamente di quelle lasciate all’aria aperta, possono durare fino a 6 giorni”. “L’uomo Del Monte dovrebbe dire di no – ha spiega Gary Porter dell’Enviromental Board of the Local Government Association, ente inglese che si occupa di sostenibilità ambientale, al Daily Mail – perché questo è un passo indietro che contribuirà a scatenare un duplice problema di discariche e di rifiuti"

lunedì 28 febbraio 2011

Il Tar del Lazio boccia Unionplast: una vittoria che fa bene al Mediterraneo.

Con grande soddisfazione da parte di Legambiente il Tar del Lazio ha confermato il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica respingendo la richiesta con cui Unionplast e quattro aziende produttrici sollecitavano la sospensione del provvedimento che ha vietato a partire dal primo gennaio scorso la commercializzazione degli shopper in plastica. Aver introdotto questo divieto ci colloca, in Europa e nel mondo, tra i Paesi più virtuosi con un beneficio anche per tutto il Mediterraneo, uno dei mari più colpiti dall’inquinamento da plastica come testimoniano i tanti rapporti dell’Unep su questo problema.

Leggi gli articoli sui danni causati dalla plastica nel Mediterraneo http://www.rinnovabili.it/un-mare-di-plastica-minaccia-il-mediterraneo-403610
http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-790ad210-721b-4856-b5a5-fe7a28360152.html.

Firma la petizione di Expedition Med per proporre alla commissione europea una legge che consenta di porre fine allo scempio della plastica nel Mediterraneo! http://www.expeditionmed.eu/petition/index.php?lg=it

mercoledì 23 febbraio 2011

Uk: per la spesa la "bag for life" è la giusta alternativa al sacchetto monouso

Il risparmio c’è. Utilizzare sacchetti e borse in cotone al posto di acquistare buste di plastica nei supermercati sta aiutando a risparmiare emissioni dannose e sta limitando l’accumulo di rifiuti, anche se l’impatto dei monouso sembra essere inferiore rispetto a quanto creduto fino ad oggi. A confermalo un’analisi dell’ Agenzia per l’Ambiente britannica che ha scoperto come riutilizzare vecchie buste o acquistarne di ecologiche stia riducendo progressivamente l’impronta di carbonio rispetto a quando si utilizzavano sacchetti monouso in plastica. Il rapporto stilato ha analizzato il ciclo completo di vita di diverse buste evidenziando come le sporte riutilizzabili in tessuto hanno un impatto minore sull’ambiente, anche in fase di produzione, anche in conseguenza alla possibilità di ridurne l’impronta utilizzandole per molte e molte volte. Lo studio ha rivelato inoltre che il sacchetto monouso solitamente finisce nella pattumiera, come sacchetto di raccolta dei rifiuti mentre le buste definite “bags for life”, ossia le sporte riutilizzabili, è sufficiente utilizzarle 7 volte per ridurre la loro impronta di carbonio.

lunedì 21 febbraio 2011

"Plastic bag", un film sui danni dei sacchetti.

A questo link è possibile vedere il cortometraggio del regista americano Ramin Bahrani che traccia il viaggio esistenziale di una busta di plastica alla ricerca della sua "creatrice perduta".

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=105079

giovedì 10 febbraio 2011

Respinto estremo tentativo di salvare sacchetti plastica

Per fortuna dei cittadini e dell’ambiente è stato bocciato in Commissione l’emendamento al decreto Milleproroghe proposto dal PdL che prevedeva una proroga dannosissima, quella del divieto di commercializzare i sacchetti in plastica di cui gli italiani fanno già volentieri a meno.” Lo dichiara il senatore Francesco Ferrante, responsabile delle politiche relative ai cambiamenti climatici del Pd.“In poco tempo, secondo quanto affermato dai grandi nomi della distribuzione, tutti i sacchetti di plastica ancora presenti nei grandi magazzini e supermercati non saranno più distribuiti, e quindi l’Italia, primo stato in Europa, si avvia sulla strada dell’utilizzo sostenibile e virtuoso degli shoppers biodegradabili o riciclabili. Sarebbe stato dunque incomprensibile prorogare la commercializzazione dei sacchetti di plastica quando a breve le scorte saranno terminate, considerando inoltre che i consumatori hanno dimostrato di avere accolto favorevolmente questo cambio di abitudini che potrà avere effetti estremamente positivi sul nostro ambiente”.

mercoledì 19 gennaio 2011

Macerata: addio alle buste di plastica dal Comune.

da Vivere Macerata del 18 gennaio
L'assessore all'ambiente e alle attività produttive Sante Elisei dichiara il suo impegno affinché venga applicata correttamente la legge. "L'amministrazione favorirà azioni di sensibilizzazione alla cittadinanza, è importante infatti rendere consapevoili e partecipi i cittadini delle conseguenze ambientali nefaste come l'uso dei vecchi sacchetti di plastica; ogni cittadino attraverso una piccola azione può contribuire ad evitare danni globali come quelli provocati dall'inquinamento della plastica".

per leggere l'intero articolo: http://www.viveremacerata.it/index.php?page=articolo&articolo_id=278074