Blog collegato al sito www.viviconstile.org curato da Andrea Poggio per Legambiente. Confrontiamoci sui numerosi temi di attualità, pratica, culturale e politica che il cambiamento epocale degli stili di vita sta ponendo a chi vive in questo secolo. Niente di meno.

Questo il logo della campagna Legambiente che ha raccolto l'autunno scorso oltre 100 mila firmatari
venerdì 14 gennaio 2011
Roma: grazie al tam tam su Facebook, sacchetti di juta in omaggio nel centro commerciale “I Granai”
ROMA - Per attirare i giovani e dare un messaggio di protezione dell’ambiente, sabato 15 gennaio alle ore 18 nel centro commerciale "I Granai" di Roma, un gruppo di giovani darà vita al primo flash mob per sensibilizzare al tema dell’ecologia. Un passaparola nato da Facebook, una coreografia prestabilita, un appuntamento, ed ecco il flash mob, durante il quale verranno distribuiti sacchetti in juta col messaggio che un nuovo shopping è possibile: abbandonare le buste di plastica è un dovere civile che aiuta il nostro pianeta a non morire.
Per leggere l'intero articolo: http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article13419
Pane, in Campania è cattivo e costoso. Fippa: Basta buste di plastica
Da panificatori arriva la proposta di legge. In Campania si dice basta al pane mollo e cattivo. Le associazioni di categoria hanno pronta una proposta di legge da presentare in Consiglio regionale per abrogare l’obbligo di imbustare il pane fresco, come previsto dal decreto regionale 2/2005 entrato in vigore ad aprile 2009. “Una follia”, spiega al VELINO Luca Vecchiato presidente della Fippa-Federazione panificatori italiani. Il provvedimento nato in origine contro l’abusivismo, secondo il presidente dell’associazione di categoria non serve: “gli abusivi sopravvivono sempre, anche falsificando buste ed etichette”. Anzi, “così non si fa altro che mettere in crisi i fornai che fanno bene il proprio mestiere. Anche perché con il sacchetto di plastica si distrugge il prodotto che perde gran parte delle sue qualità, e che diventa mollo e cattivo”. Sono circa 4.500 i panifici della Campania, “ma di questi sono solo tremila quello ufficiali”, insiste Vecchiato.
Per leggere l'intero articolo: http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1273284&t=Pane_in_Campania_%E8_cattivo_e_costoso_Fippa_Basta_buste_di_plastica
Vicenza: partito lo smaltimento delle borse in plastica
I negozi si stanno attrezzando per per i sacchetti ecologici. C'è chi ha fatto realizzare contenitori in cotone con stampati i monumenti storici della città laniera. Schio si prepara a dare l'addio ai sacchetti di plastica. Buona parte dei negozianti del centro sono già pronti a fare il salto di qualità e nel giro di pochi mesi potrebbero abbandonare definitivamente il vecchio contenitore della spesa a favore di quello biodegradabile oppure di quello di carta. Problemi e dubbi però non mancano.
Per leggere l'intero articolo: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/217843__partito_lo_smaltimento_delle_borse_in_plastica/
Spagna, al via la campagna “Cambia il sacchetto una volta per tutte”
Inizia la campagna spagnola di sensibilizzazione a favore della riduzione dell’utilizzo di saccetti di plastica. Il Ministero punta ad eliminare la presenza sul territorio entro il 2015. Anche la Spagna, sulla scia di altri paesi europei tra cui l'Italia, ha dato il via alle iniziative contro di messa al bando dei sacchetti di plastica. La campagna “Cambia il sacchetto una volta per tutte”, organizzata dal Ministero dell’Ambiente, sarà presentata oggi e punterà alla spingere i consumatori a non utilizzare le comuni buste per il trasporto della spesa proponendo alternative sostenibili come la sporta in tessuto o in materiale riciclato.
Per leggere l'intero articolo: http://www.repubblica.it/news/ambiente/rep_rinnovabili_spagna-al-via-la-campagna-cambia-il-sacchetto-una-volta-per-tutte801618.html
Novara: niente più sacchetti di plastica per la spesa, addio con problemi
Dal 1° gennaio supermercati e negozi non possono più distribuire sacchetti di plastica (salvo esaurimento scorte possibile fino a giugno). Si possono utilizzare solo borse ecologiche. La novità pesa sul commercio. «Ci costano fra il 30 e il 50% in più» spiegano da Confesercenti. Il direttore dell’Ipercoop annuncia: «Tra qualche settimana sacchetti biodegradabili».
Per leggere l'intero articolo: http://www.sdnovarese.it/azione/articolo.cfm?id_dati=2633
Auchan: con gli shopper risparmiati in due anni avremmo coperto due Toscane
Anche la catena francese può pregiarsi di un primato anti-plastica, visto che già dal luglio 2009 le sue scorte di shopper di plastica erano esaurite. Dopo qualche prima, debole resistenza, i clienti si sarebbero anche in questo caso abituati presto al nuovo corso. E con le buste non immesse sul mercato, questo il calcolo di Auchan, si sarebbe potuta ricoprire una superficie pari a due volte la Toscana.
L'alternativa più gettonata era anche per Auchan la busta in Mater-bi, fragile e quindi gettata via subito. Visto che l'usa e getta era una pratica da abolire, nel settembre 2010 Auchan in collaborazione con il WWF Italia, ha messo a disposizione dei clienti dei suoi 52 punti vendita una borsa multiuso, che ricorda un po' quella delle nonne ma è disegnata dallo stesso presidente dell'associazione, Fulco Pratesi. E il ricavato va a sostenere le oasi WWF. Auchan però propone anche eco-box di cartone e sacchetti di carta, senza logo, sottolinea l'azienda, perché non si tratta di un'operazione di marketing ma di una campagna di sensibilizzazione ambientale.
Per leggere l'intero articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-12/shopper-plastica-sopravvive-evoluzione-162748.shtml?uuid=AYSQrCzC#continue
Coop: i nostri clienti sono già abituati a fare a meno della plastica
Nei supermercati Coop le alternative ai sacchetti di platica sono apparse già nella primavera del 2009. La sperimentazione partì dalla Unicoop Firenze, dove tutte le spese vennero messe in shopper "verdi" e oggi nei 1440 punti vendita, fra supermercati e ipermercati, le utlime scorte sono in esaurimento. Si parla di aprile come mese in cui finiranno del tutto. In alcune zone, ad esempio quella di Firenze e la Toscana in generale oltre ad alcune parti d'Emilia, il 60% delle spese viene fatto ormai da più mesi senza richiedere lo shopper e per i clienti Coop, quindi, l'abbandono totale della plastica non è poi una gran rivoluzione. Tra le varie alternative la più celebre è la busta realizzata in treccia di polipropilene dalle fantasie vivaci e colorate, variante considerata la migliore nel rapporto qualità/prezzo. Si conferma che gli shopper biodegradibili sono poco resistenti, ma che si stanno facendo anche dei test per aumentarne la grammatura.
Per leggere l'intero articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-12/shopper-plastica-sopravvive-evoluzione-162748.shtml?uuid=AYSQrCzC
Lo shopper di plastica sopravvive all'evoluzione ecologista. Ma in molti ne fanno già a meno
A guardar bene, però, l'invasione delle buste alternative non è ancora scoppiata, perché in molti supermercati alla domanda del cassiere "busta?" si continua a rispondere "sì", avendo in cambio il caro, vecchio shopper di polietiliene. Le ultime scorte, quelle ancora consentite dal provvedimento, a breve però finiranno per essere sostituite da almeno quattro alternative di trasporto della spesa: la busta biodegradabile di Mater-bi (ahimé poco resistente, come ammettono gli stessi rivenditori e quindi usa e getta come quella vecchia), la borsa di plastica ma riutilizzabile, quella di tessuto e il sacchetto/scatola di carta.
Per leggere l'intero articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-12/shopper-plastica-sopravvive-evoluzione-162748.shtml?uuid=AYSQrCzC
Tutto si può migliorare, ma non si torna indietro
Francesco Ferrante, senatore Pd
Per leggere l’articolo completo: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=8484
Da Novamont un numero verde per informazioni e richieste
giovedì 13 gennaio 2011
Una SMA ad esaurimento scorte.
Sabato al mercato di via Borsieri
mercoledì 12 gennaio 2011
Il comunicato del Ministero dell'Ambiente (2)
30 dicembre 2010
Precisazioni sul divieto di commercializzazione delle buste di plastica in vigore dal 1° gennaio 2011
In relazione ai numerosi quesiti pervenuti si precisa che il divieto di commercializzazione dei sacchi da asporto merci non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti, di cui all’ 1, comma 1130 della legge 26 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall'art. 23, comma 21-novies del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.102 sarà in vigore dal 1° gennaio 2011.
Resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010, purchè la cessione sia operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con le autorità competenti, effettueranno controlli per verificare il rigoroso rispetto della normativa vigente.
Il comunicato del Ministero dell'Ambiente (1)
22 dicembre 2010
Il CDM conferma lo stop ai sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011
Prestigiacomo: «Una grande innovazione, adesso necessario coinvolgimento pieno dei cittadini»
Il Consiglio dei Ministri ha confermato lo stop all’utilizzato dei sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011, senza proroghe. “E’ una grande innovazione, quella introdotta dal governo - ha commentato il ministro Stefania Prestigiacomo, che si è opposta all’introduzione dell’ennesima proroga – che segna un passo in avanti di fondamentale importanza nella lotta all’inquinamento, rendendoci tutti più responsabili in tema di riuso e di riciclo. Perché il provvedimento possa però produrre risultati concreti, è necessario il coinvolgimento pieno degli operatori commerciali, della piccola e della grande distribuzione, perché sperimentino su larga scala sistemi di trasporto alternativi ai sacchetti di plastica, e dei cittadini”.
L'edicola amica dell'ambiente
martedì 11 gennaio 2011
L'addio agli shopper divide l'industria
È polemica sugli shopper di plastica biodegradabile. I produttori dei sacchetti convenzionali in polietilene hanno dovuto pagare i costi di trasformazione delle macchine per la produzione e si ritrovano ad affrontare uno "shortage" della materia prima, oltre a ritrovarsi spesso i magazzini pieni di sacchetti "non bio" invenduti.
Per leggere tutto l'articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-01-06/laddio-shopper-divide-industria-064033.shtml?uuid=AYBAcYxC
Pizza, mandolino e… sacchetti di plastica. Addio all'ultimo cliché italiano
Anche se i supermercati e altri rivenditori li hanno fatti pagare, è vero che molti negozi davano sacchetti di plastica gratis a ogni acquisto. Una tendenza "recente", afferma la Cnn, poiché "i sacchetti di carta - o nessun sacchetto – erano la norma solo 30 o 40 anni fa, quando le signore andavano a fare compere con il loro carrello o la reticella della spesa". Se la Cnn avesse voluto rivangare, poteva ricordare le sporte di vimini di 50 anni fa. O magari i cesti che le contadine si caricavano sulla testa.
Per leggere l'intero articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-03/pizza-mandolino-sacchetti-plastica-154959.shtml?uuid=AYAWouwC&fromSearch
Legambiente: ogni italiano usa 300 sacchetti di plastica in un anno
Secondo il dossier Legambiente sulle shopper non ecologiche, l'Italia è all'ultimo posto in Europa, con ben 20 miliardi di buste nuove utilizzate all'anno, ossia 300 sacchetti a testa nell'arco di 365 giorni. Sostituendo con 10 sporte riutilizzabili i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano consuma ogni anno si possono risparmiare più di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante di emissioni di CO2. In Europa le buste consumate sono 100 miliardi e le stime parlano di una commercializzazione annua mondiale di 1000 miliardi di sacchetti.
Per leggere l'intero articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-31/legambiente-ogni-italiano-sacchetti-162645.shtml?uuid=AYcEJ2vC&fromSearch
Anche Napoli sceglie bioplastica o sacchetto riutlizzabile
Napoli cerca di dare un contributo al contenimento dei rifiuti e al rispetto dell'ambiente vietando dall’inizio dell’anno la commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili nei negozi e nei supermercati. Ma se nei grandi punti vendita - ipermercati e, poco fuori città, i centri commerciali - sono apparsi già da un po' i sacchetti biodegradabili o quelli riutilizzabili in canapa e juta, negli esercizi di vicinato le cose stanno diversamente.
Per leggere l'intero articolo: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/3-gennaio-2011/occhio-scontrino-vietata-napoli-vendita-sacchetti-plastica-181188650049.shtml
Il «giallo» dei sacchetti di plastica
Le vecchie buste sono illegali dal primo gennaio. Vietati, mancano multe e controlli. I consumatori: dubbi sullo smaltimento, rischio far west. Legambiente: «nessun allarmismo, scorte già finite» Le nuove buste per la spesa sono riutilizzabili. Il dubbio è tutto nell'arco di tempo: quanto rimane per smaltire le scorte di sacchetti di plastica? Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente, smorza i toni: «Non vedo tutto questo allarmismo, in quasi tutti i supermercati milanesi le scorte di sacchetti di plastica sono già esaurite. Potranno durare più a lungo nei negozi di prossimità, ma non credo che qualcuno potrà approfittarne per farsi pubblicità. Questo decreto era necessario, la rivoluzione era già in corso».
Per leggere tutto l'articolo: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_gennaio_5/giallo-sacchetti-plastica-vietati-multe-181197691775.shtml
Viva i carrellini per la spesa!
In questi primi giorni dell'anno mi sono appassionata a vedere una vera e propria sfilata di molti carrellini colorati in giro, dal maculato al pois, che passeggiano per le grandi vie di questa città.
Sicuramente è un'ottima soluzione per chi fa la spesa a piedi.
La cosa più interessante che ho visto al supermercato BILLA di via san Gregorio a Milano quando ieri sono andata a fare la spesa, sono i carrellini che vengono anche utilizzati anche per selezionare la quantità di prodotti da acquistare prima di arrivare alle casse.
Grazie a questi magnifici carrelli! Sarà più facile dire addio sacchetto di plastica!
Sacchetti di plastica al bando ma a pagare è sempre il cliente
Nei negozi quelli bio arrivano a costare tra i dieci e i venti centesimi l'uno
La Regione ha concesso tre mesi di tempo poi farà scattare i controlli. Ecologici, sì, ma più cari. Il giorno del debutto, di fatto, dei sacchetti biodegradabili resi obbligatori dal 1 gennaio dal ministero dell'Ambiente. Ma è già in arrivo una "sorpresa" per i clienti: i negozi dove, prima, la classica e inquinante busta di plastica era gratis adesso sono pronti ad aggiungere fino a 10 o addirittura 20 centesimi allo scontrino. "Costano più del doppio di quelli vecchi - spiegano i gestori - e siamo costretti a far pagare la differenza al cliente".
Per leggere tutto l'articolo: http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/01/03/news/sacchetti_di_plastica_al_bando_ma_a_pagare_sempre_il_cliente-10825486/
Sacchetti di plastica addio. Viaggio nell'hinterland milanese
Viaggio nei supermercati dell'hinterland milanese: Sacchetti di plastica banditi dal mercato. Il mondo del commercio è preparato però il cambiamento è lento. Due le principali preoccupazioni dei consumatori: come si potrà buttare la spazzatura e il prezzo dei sacchetti bio. Sul loro costo in molti storcono il naso: sono più cari e più fragili rispetto a quelli inquinanti. E, se da un lato emerge che la buona abitudine di portarsi appresso la borsa di cotone o la tela di juta sembra già radicata nell’hinterland, dall’altro si nota che non sono pochi quelli che davanti all’espositore non resistono alla tentazione e dei sacchetti inquinanti gratis ci fanno la scorta. Gioveranno all’ambiente le borse biodegradabili, ma non altrettanto al portafoglio.
Per leggere l'intero articolo:http://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/2011/01/08/439452-favorevole_obbligo.shtml
E continuavano ad usare quello di plastica..........
Senza sacchetto: anche per le più abitudinarie!
Supermercati GS amici dell'ambiente
In questi primi giorni di messa al bando del sacchetto di plastica, ho notato una situazione ancora in transizione. Venerdi 7 gennaio da GS di via Spinoza mi è stata consegnata subito la busta di carta con la scritta "Supermercati GS amici dell'ambiente". In coda nei supermercati le donne sembravano comunque le più attente, le prime ad aver recepito questa "svolta": si aggiravano infatti tra gli scaffali “armate” chi di semplici borse in tela chi, invece, di borse riutilizzabili sul tipo di quelle blu dell’Ikea. Alcune, come già accadeva prima, avevano gli appositi trolley di tela colorata per la spesa. Alcuni clienti si erano persino portati da casa il vecchio sacchetto di plastica. Proprio questi sembrano i meno felici del cambiamento. Un signore anziano, in fila alle casse stava proprio discutendo con la commessa sulla tenuta delle nuove borse, secondo lui non abbastanza resistenti e capaci di reggere il peso di più bottiglie o scatolame. In generale, comunque, in tutte e tre le situazioni non ho verificato altre “contestazioni”. Più desolante la situazione nei piccoli esercizi commerciali dove nulla sembra cambiato: sabato sera, ad esempio, nel take away indiano di via Donatello, alla domanda "ma lo sapete che da oggi..." ho ottenuto come risposta occhi sgranati e una mano che mi allungava il pacchetto con il pollo tandoori rigorosamente chiuso in una sportina plasticosa. Con buona pace del decreto di fine anno!
il bando, le feste, i saldi
Dopo il bando tanto agognato dei sacchetti di plastica,in queste feste e soprattutto con i saldi (visto che ho acquistato di più),ho fatto più attenzione a che sporta mi propinassero i commercianti...Devo dire che i supermercati dove sono stata ( di per dì,coop,sma) avevano le sporte bio o, in alternativa ti proponevano delle sporte in tessuto o plastica riciclata ...Mi ha colpito pure una boutique(elle+creat) dove mi servo abitualmente (e chiaramente mi ci sono gettata per i saldi)che per il divieto si è inventata un fantastico sacchetto di carta molto "chic"!H&M ha ancora un enorme e orribile sacco plasticoso e, chiaramente, i commessi non sapevano nulla del divieto!Fiorucci,carta (ma devo dire da sempre...a mio ricordo)Io,comunque, per fare la spesa nella mia borsetta tengo sempre una-due borse di cotone tascabili che sono pratiche e soprattutto
riutilizzabili!Cerco sempre, infatti di usare e riusare le sporte evitando di inquinare l’ambiente e di sprecare risorse!
Il Gigante a Lodi
Il panettiere di viale Monza (Milano)
Vietata la commercializzazione dei sacchetti di plastica per la spesa
La recente campagna di Legambiente per l'entrata in vigore del divieto in Italia ha raccolto tante adesioni: oltre 100 mila firmatari alla petizione, 90 mila durante i giorni di Puliamo il Mondo, tanti altri on line, poi 20 mila hanno votato per le alternative (si vota ancora qui).
Prosegue la campagna per sostenere il cambiamento di abitudini: dall'usa e getta alla sporta della spesa! I Circoli locali di Legambiente, oltre a promuovere iniziative proprie, aderiscono e sostengono le iniziative locali di "Porta la Sporta" (vedi).
Il divieto, come potete leggere anche sui nostri siti, entra in vigore dopo 4 anni di preavviso: la legge che lo prevedeva è la Finanziaria 2007, votata dal Parlamento nel dicembre del 2006. Il divieto doveva entrare in vigore al 1 gennaio 2010, ma è stato prorogato di un anno. La scadenza al 1 gennaio 2011 era dunque pluri annunciata!
Come mai invece nessuno ha detto niente a gran parte dei consumatori? Come mai nessuno ha preavvisato i negozi? Come mai le associazioni di categoria (dei produttori di sacchetti, del commercio) hanno sperato solo in una ulteriore proroga invece di prepararci al passaggio?